Luogo: via Busa, località Grumasone.

La chiesa si trova tra via Busa e via Grumasone, accanto ad una piccola area verde attrezzata. Visitabile in occasione delle funzioni e degli orari di apertura, non presenta barriere architettoniche.

La Chiesa

Il santuario dell’Assunta in località Grumasone è anche noto come Santuario della Madonna del Giglio. Luogo di grande devozione, già dagli inizi del Cinquecento era presente sottoforma di Santella. La costruzione più antica era decorata con una raffigurazione della Madonna con Bambino Gesù e Giglio e oggi risulta incorporata nell’altare maggiore. La posizione era strategica, siamo lungo l’antica via che metteva in comunicazione la Valle Brembana con la città di Bergamo. Di dimensioni molto contenute, viene ristrutturata ed ampliata nel XVII secolo con l’aggiunta del portale di facciata affiancato da due finestrelle. Questa configurazione del fronte principale è tipica delle chiese minori seicentesche. L’interno, sia pur con mezzi modesti, viene interamente rimaneggiato e decorato nel Settecento secondo un progetto unitario. La chiesa, a navata unica, è divisa in tre campate da due lesene poco sporgenti e sulle pareti laterali sono collocati sei grandi dipinti a olio raffiguranti episodi della vita di Maria; nello specifico, sulla parete sinistra a partire dall’entrata: l’Annunciazione, la Visitazione, la Morte di Maria e sulla parete destre a partire dall’entrata: la Presentazione di Maria al Tempio, la Natività di Maria e un’allegoria dell’Immacolata. L’autore delle opere non è noto, anche se taluni le attribuiscono a Sebastiano Rossino. Sulla parete destra della navata abbiamo poi un pulpito ligneo, realizzazione in piccolo del celebre pulpito dei Fantoni e Caniana presente nella Basilica di San Martino Vescovo. Completano l’apparato decorativo le pareti e la volta interamente decorate ad affresco con motivi architettonici e floreali ripresi nella cantoria in legno dipinto posta in controfacciata, ancora una volta riproduzione in piccolo dei modelli diffusi dalla bottega del Caniana nella zona. L’opera più preziosa del santuario è la splendida statua in legno dorato e dipinto della Madonna, collocata in una nicchia ricavata al termine della parete sinistra. Di fattura cinquecentesca, apparteneva forse all’antica chiesetta. Nel Settecento viene rimaneggiato anche il vano absidale, decorato con affreschi simili a quelli presenti nel resto della chiesa. Qui il pittore sentì la necessità di ampliare la percezione dello spazio piuttosto angusto dell’abside e lo fece attraverso la realizzazione di finte prospettive poste sulle pareti laterali e dietro l’altare. Lo stile prende il nome di trompe-l’oeil, viene usato frequentemente nelle decorazioni Rococò e ha lo scopo di abbattere virtualmente le pareti per dare un aspetto aperto ed una visuale immaginata sull’esterno. L’altare maggiore è opera della bottega del Caniana, realizzato a partire dal 1730, presenta similitudini con gli schemi degli altari della Basilica di San Martino Vescovo. Solo il basamento dell’altare è in pietra mentre tutto il resto è in legno dipinto, eseguito con grande maestria imita le screziature della pietra e lo splendore dei marmi. Nell’altare, sopra la nicchia in cui è conservato l’affresco della Madonna con Bambino Gesù e Giglio, è collocata la tela raffigurante l’Assunta. Opera certa di Giovan Paolo Cavagna, è una replica in piccolo di un’altra tela sempre a firma del Cavagna custodita nella Cappella del Rosario nella Basilica di San Martino Vescovo.

La sacrestia, piccola e modesta, conservata una tela che raffigura il Compianto del Cristo Morto a firma di Giovanni Zambelli, probabilmente lo stesso autore che dipinse un Crocefisso con i Santissimi Francesco e Chiara in Santa Maria della Pace. La tela conservata presso il Santuario del Grumasone è particolarmente interessante perché presenza in basso a sinistra il ritratto del committente e si tratta di una delle poche opere note realizzate da un artista alzanese.

A metà dell’Ottocento si intraprendono opere di miglioria alla chiesa, al campanile, al castello delle campane e alla canonica, ma attorno al 1920 si procede nuovamente al “restauro” dell’edificio. I lavori coinvolgono l’interno, il campanile, le campane, l’organo e come accade anche per altre chiese della città il campanile viene sopralzato. In questo caso specifico il progetto è dell’Ingegnere Vittorio Gandolfi e l’opera dei capimastri fratelli Frana. Finiti i lavori, nel 1924 viene realizzata la statua della Madonna Murillo, così definita perché foggiata a guisa del celebre quadro di B. E. Murillo, opera in cemento posta alla sommità del campanile.

Il santuario è oggi dedicato a Santa Maria Assunta.

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