Municipio,Via Mazzini 69, Alzano Lombardo

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  • Via Mazzini 69, Alzano Lombardo

DESCRIZIONE ARCHITETTONICA: Il palazzo con pianta a “L” è situato in una località denominata la Cava circondato da un parco verdeggiante e il nome “del portone” lo deve al fatto che venne costruito addossandolo ad un portone che si trovava in questo luogo, sulla strada che da Alzano portava a Nese. L‟edificio ha assunto progressivamente la configurazione di palazzo nobiliare, attraverso interventi di qualificazione architettonica e decorativa.

Il palazzo è il risultato di tre distinti interventi. La parte più antica si sviluppa su due piani, mentre quelle più recenti su tre. La copertura è del tipo a padiglione con orditura in legno e manto in coppi. La struttura è in muratura portante, alcuni ambienti sono coperti da volte a schifo decorate mentre altri presentano soffitti in legno a cassettoni decorati pittoricamente. I tre corpi hanno 3 scaloni separati di cui quello monumentale del nucleo originario porta al piano nobile.


DECORAZIONI-PARTICOLARI ARCHITETTONICI: Di notevole rilievo è il grande salone d‟Onore, ottimamente conservato, il cui soffitto è decorato da composizioni ornamentali barocche.
Di stesso gusto la grande volta a botte che sovrasta lo scalone d‟Onore e il pianerottolo che portano al piano superiore, dove si alternano un gruppo di salette con soffitti ornati da fastosi affreschi barocchi e da cassettoni dipinti con roselle e altri motivi floreali o con delicate figurazioni a stucco. E‟ presumibile che tutto ciò fosse opera di G. B. Azzola. Di particolare interesse il giardino via via modificato dalle diverse famiglie che risedettero nel palazzo.


UTILIZZI STORICI RILEVANTI E PROPRIETA‟: Eretto dai Pelliccioli il palazzo venne poi acquistato dai conti Zanchi e sul principio del „900 dalla famiglia Pesenti.


INTERVENTI DI RESTAURO-CONSERVAZIONE: Agli inizi del „900 la proprietà passò alla famiglia Pesenti, i quali decisero di restaurarlo seppur mantenendo le caratteristiche tradizionali del „600. L‟opera più rilevante fu la sostituzione della pietra arenaria ormai consunta delle porte e finestre.

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