Nel 1861 il ministro Rattazzi diede incarico a Giuseppe Garibaldi di curare lo sviluppo del Tiro a Segno. Ben presto si fondarono sodalizi e si indissero le prime gare. Nel 1890 si disputò il primo campionato nazionale chiamato "Bandiera d'Italia". Nella civica biblioteca "Angelo Maj "di Piazza Vecchia si trova documentazione che fa risalire la costituzione della nostra sezione all'anno 1862. Dopo gli eventi bellici della seconda guerra mondiale la sezione viene ricostituita nel 1961 ed i campi di tiro vengono spostati ad Alzano Lombardo. Il tiro a segno ha due aspetti fondamentali: l’aspetto istituzionale e l'aspetto sportivo. Il primo si occupa dell'addestramento dei soggetti "obbligati", cioè coloro che debbono portare un'arma per motivi di lavoro (polizia locale, polizia provinciale, guardie giurate, guardie di finanza). Il secondo stimola l'attività agonistica, oppure il semplice divertimento senza competizione. È l'aspetto sportivo-agonistico che ha subito un drastico cambiamento. Nel corso degli anni sono stati dimenticati i vecchi fucili modello 91 e le altre "ordinanze" memorie di un passato bellico, soppiantati dalle moderne tecnologie. Ormai le leghe, i polimeri e l’elettronica la fanno da padrone, gli "attrezzi "di tiro non hanno più l'aspetto di armi, ma sono meccanismi complessi e sofisticati che ricercano la massima precisione. I tiratori ed i tecnici, formati nei centri federali, seguono programmi di allenamento che alternano la tecnica, la preparazione fisica e quella mentale necessarie ad una competizione vincente. La nostra sezione conta 500 soci, che salgono a 1500 se si includono gli agenti di polizia e le guardie giurate. Abbiamo avuto diversi campioni italiani Bruno Piazzalunga, Benito Rocchetti, Giovanni Crescini Alfredo Rota.
Attualmente l'attività agonistica è svolta da 30 tiratori che danno vita ad un vivace campionato regionale con piazzamenti molto onorevoli. Con grande soddisfazione contiamo tra questi tiratori due juniores Hans Melchiori e Daniela Nava, che dopo aver primeggiato in campo nazionale, sono stati chiamati a far parte della Nazionale impegnata nel campionato europeo.
PER PARTECIPARE
Per praticare lo sport del tiro a segno accademico è necessario iscriversi alla nostra Sezione; chiunque può farlo, purché sia privo di carichi pendenti e possa dimostrare, tramite certificato medico, di essere esente da malattie mentali. I minori devono avere minimo 10 anni di età e l'assenso dei genitori.
COSA SI PUÒ FARE
Fino ai 16 anni le discipline permesse sono la P 1O (pistola ad aria compressa) oppure la C10 (carabina ad aria compressa). Dai 16 ai 18 anni è possibile usare armi da fuoco di piccolo calibro, dai 18 anni in poi si possono usare tutte le armi da fuoco consentite dal regolamento.
Riassumendo, possiamo dire che il tiro a segno è uno sport prevalentemente individuale, non c'è contrapposizione con gli avversari, ma si gareggia con sé stessi ed a volte contro sé stessi, dominando le proprie ansie, le emozioni e vincendo paure inconsce.
La concentrazione e l'autocontrollo, uniti ad una buona preparazione sono le vere "armi" vincenti. BUON TIRO!